Percorso CAI 605, Civago – Rifugio Battisti (RE)

Da dove comincio, fatemi pensare ….. ah sì!

Era una notte buia e tempestosa, quan….no ok troppo scontato ed abusato, in realtà era un giorno come un altro (un Martedì di preciso), ero al lavoro e già pensavo al weekend. Immobile di fronte allo schermo del mio computer partorivo idee su cosa fare, quando ad un tratto l’illuminazione! Corro sul sito del meteo e con felicità scopro che ci sarà bel tempo, quale migliore occasione per una bella gita in montagna (giusto perchè mentre sto scrutando le previsioni lassù sta nevicando di brutto … eheh)….bene direte voi, il weekend è organizzato….eh no…non proprio, devo affrontare il problema più grosso, trovare compagnia…si perchè non conosco per nulla i sentieri montanari!

Problema risolto alle 13, quando dopo un breve giro di messaggi trovo un amico che mi accompagnerà (in realtà ho paura, conoscendolo so che non sarà una scampagnata di quelle easy).

Con l’avanzare dei giorni, avanza anche il “progetto” del weekend, decidiamo così l’itinerario: Rifugio Battisti (Un noto rifugio nell’Appennino Reggiano, posto circa a 1700m). Scoperta la meta non manca che decidere il percorso da fare, anche qui, grazie al mio amico il dilemma viene risolto in breve tempo: Seguiremo il percorso CAI N°605, partendo da Civago e finendo direttamente su al rifugio.

Buttiamo giù un piano d’azione:

– Sveglia alle 6.45 del mattino

– 10 minuti buoni per capire chi sono, dove mi trovo, ma soprattutto perchè sono sveglio alle 7 del    mattino di un Sabato!!

– Ok ci sono, colazione veloce (maledetto me) e via a prendere il mio amico

– Ore 7.30 partenza da Formigine (MO) ed arrivo a destinazione Civago (RE) per le 8.45

– Inizio percorso ore 9 ed arrivo dopo 3 ore, quindi ore 12

– Pranzo al rifugio

– Discesa e poi casa prima del tramonto

[in tutto ciò ci DEVONO essere anche le foto]

Arriva la sera del Venerdì, sale la voglia di partire e comincio così a preparare l’attrezzatura che mi porterò il giorno seguente.
Metto sotto carica le batterie, svuoto la memory card e mi viene in mente di portare con me anche la GoPro, con l’idea di riprendere parte del percorso a piedi ed altri momenti della giornata.

Metto sotto carica anche la batteria di quella, facendo ovviamente dei post-it per poi ricordarmi il tutto il mattino seguente….altrimenti…hahaha…ciao ciao batterie!

Zaino composto da:

Canon 70D

Fidato Samyang 14mm

Filtro ND1000 + holder per il Sammy

Helios 44-2 58mm

Canon 55-250mm

Treppiede Triopo

Più vari accessori

Starete pensando “merda quanta roba!” … beh ….
Si !! era troppa roba!

Ma lo capirò più tardi…..


Beeeeep….beeeeeeeep……beeeeeeeeeeeeeeeeeeeep


Ok….piano….sono sveglio…..ed è tardi!!

Ingurgito una nastrina, mi fiondo a lavarmi, vestiti pesanti …… e via si parte!!!

Tutto procede secondo i piani, arriviamo a Civago in perfetto orario!

Il cielo è pulito, limpido…giusto qualche velatura, rimasta dalla notte appena passata (che ha scaricato altri 2cm di neve).

L’aria è frizzante, ma non fredda, ci sono circa 0°C .

Indossiamo le ciaspole, chiudiamo la macchina e cominciamo a camminare lungo il percorso 605, che parte già in salita…molto bene!N
Non è pesante, ma data la mia scarsa preparazione fisica si fa sentire abbastanza.

Procediamo per qualche decina di metri e dalla salita passiamo al pianeggiante, sempre circondati da un bosco ormai spoglio e dai fianchi innevati dei monti, il tutto condito con del sanissimo silenzio!

Arriviamo così ad una radura, giusto il tempo di una pausa e qualche foto

 [Così giusto per …. ho dovuto ridurre la saturazione del blu … mai visto un cielo così limpido]

Riposiziono il tutto dentro alla borsa, beviamo un goccio d’acqua e torniamo a salire.

Dopo poco comincio ad accendere la GoPro, che ho fissato ad una spallina dello zaino, riprendendo di fronte a me ad altezza mento.

Il percorso 605 ci obbliga a passare sul fianco dell’altro monte, attraversando un ponte strettissimo (giusto una persona alla volta…..e poi poi) evitando così di costeggiare un ripido pezzo che potrebbe scaricare della neve fresca.

[In realtà qualcosa ha scaricato, in quanto pochi metri prima ci siamo imbattuti in una frana che ha ostruito parzialmente il percorso]

Peccato che per non perdere tempo non sono riuscito a fare qualche foto, maledetto me.

Una breve (ma intensa) salita per poi riattraversare, tramite un altro ponte (questa volta più largo), il medesimo torrente, tornando così sul monte di prima. Qua però la tappa foto era obbligatoria, la luce, il torrente, il ponte….si era obbligatoria!

Abbandoniamo il sentiero principale e ci incamminiamo sulla neve fresca in cerca di uno scorcio interessante. Purtroppo il letto del fiume, o meglio, le rocce che avevo avvistato non erano raggiungibili causa neve….mi sono dovuto così accontentare di un’altra composizione.

Appoggio lo zaino a terra, sgangio il treppiede e monto il tutto.

Inquadro, leggo i tempi per uno scatto normale e poi monto il filtro ND1000, aggiusto di conseguenza i tempi e via, telecomando alla mano si scatta …… 112 secondi dopo osservo la foto dall’LCD, mi piace ma voglio farne un’altra, non si sa mai…………..mossa giusta!!

 Mentre scatto, un raggio di sole sbuca tra gli alberi e mi illumina il torrente….

 

Guardo anche questa dal monito e mi sembra perfetta!
[non vedo l’ora di essere a casa per poterla guardare meglio]

Messo via tutto si torna a ciaspolare!

Arriviamo così alla salita più ripida e brutta di tutto il percorso…si sale di qualche decina di metri in pochissimo, una fatica atomica!! povere mie gambe!!

Finito quel brutto pezzo, ci aspetta un tratto pianeggiate e siamo arrivati al rifugio Segheria, quota 1400m [Primo rifugio gestito del percorso, quello che si trova prima, il San Leonardo, è chiuso e non gestito). Qua sosta un pelo più lunga, riempiamo le borracce e facciamo due passi in zona, senza  il peso degli zaini, indi per cui….tiro fuori la 70D + Sammy e faccio qualche scatto, così giusto per ricordo.

20022016-IMG_2513_LOW  20022016-IMG_2512_LOW

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Freschi e “riposati” …….. possiamo ripartire per la vetta.

Il percorso gira intorno al rifugio e si infila nuovamente nel bosco ormai spoglio, il tutto costeggiando un torrente che viene utilizzato per generare corrente elettrica (si vedono le cascatine sopra).

Il problema grosso sorge una mezzoretta più tardi, quando uscendo dal bosco arriviamo alle pendici dei due monti, vediamo dunque il nostro valico sopra di noi, così come vediamo il sentiero per arrivarci…..e già a vederlo mi viene da piangere.

Sempre con la fida GoPro a riprendere i vari panorami ci avviamo lungo le ultime salite che ci dividono dal Rifugio Battisti, ma sono troppo stanco, ogni 20m mi tocca fermarmi e riprendere energie alle gambe. Per mia fortuna il mio amico capisce la situazione e mi offre una barretta di cioccolata, nella speranza che l’effetto placebo degli zuccheri possa aiutarmi a continuare…….Nulla da fare, dopo altri 20m mi devo fermare e sedere per terra, ormai non mi reggo più in piedi … eppure manca pochissimo, vedo la vetta e non posso certo rinunciare ora!

Alla fine riusciamo ad arrivare in cima … uno spettacolo sublime, da quanto l’aria è limpida riusciamo a vedere il Monte Cimone (il monte più alto dell’Appennino Tosco-Emiliano) tutto stupendo…ma…non vedo la nostra meta, il cibo, il caldo …… scopro che dobbiamo camminare ancora una decina di minuti.

Se non altro non c’è più salita.

 [Immagine presa da google]

Eccolo lì … il Rifugio Cesare Battisti …. sono però le ore 13.30 e non le 12 come avevamo preventivato…ci abbiamo messo 1 ora e mezza in più, colpa mia :((( !!
[ora … il problema non è l’orario in sè, ma il fatto che dobbiamo anche scendere e non voglio certo farlo col buio]

Riusciamo a trovare un posto a tavola, ma non appena mi tolgo la giacca e lo zaino, comincio a sentire gli effetti della camminata …. un male atroce alla gamba ed alla spalla, maglietta spolta di sudore e mi fa sentire un freddo porco adosso… ma amen, dobbiamo mangiare….ordiniamo così un piatto di polenta con salsiccia, qualche fetta di dolce salame ed il caffe….paghiamo (13€ a testa, ottimo prezzo) e torniamo in piedi….nemmeno 40 minuti…..wow.

Ci rimettiamo la giacca fredda ghiacciata (per chi non lo sapesse, giacca, scarponi e zaini vanno lasciati in una stanza dove pure i pinguini avrebbero freddo -ndr-), indossiamo le ciaspole e via di nuovo sul percorso 605, direzione Civago.
Il panorama è qualcosa di spettacolare, provo a descrivervelo a parole, perchè non ho fatto nemmeno una foto, ma questa è un’altra storia:

Montagne innevate, cielo limpido (l’ho già detto?), neve ovunque, un leggero venticello che ne solleva un po’ dalle creste …. e soprattutto ….. silenzio.

Quello che più amo di queste escursioni è il silenzio che regna sovrano …. nessun bambino che urla, nessuno che sbraita al telefono, nessuna macchina o camion ….. silenzio …..

Si in effetti faccio schifo a descrivere le cose, così come faccio schifo a scrivere, ma se stai leggendo ciò vuol dire una cosa: sono riuscito ad attirare la tua attenzione 😉 oppure semplicemente sei un mio famigliare o la mia morosa.

Non mi dilungo molto sul raccontarvi la discesa, in quanto è andata molto meglio del previsto, in un paio di ore siamo scesi ed arrivati alla macchina … precisi precisi col tramonto …. che culo!

Tiro le somme della giornata?    Stupenda!

Probabilmente se avessi preso con me solamente il Samyang 14mm, avrei fatto meno fatica, ma si sa …… col senno di poi, son tutti buoni.

Quello che più mi dispiace è di aver fatto davvero poche foto, degne di essere chiamate così (in realtà ho salvato solamente quella del torrente), ma va bene così, è un pretesto per tornarci, magari con meno neve 😀

Io vi saluto qua, speranzoso di non avervi annoiato e di essere riuscito a scrivere qualcosa di decente.
Vi lascio giusto le tracce GPS del percorso fatto … Adieu

Saluti e baci !

Mike

PS: Vi lascio anche le tracce GPS della giornata.

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