Cascate del Dardagna (BO)

Avete mai avuto il bisogno di prendere uno zaino sulle spalle e partire da soli verso un meta ?

E’ quello che è successo a me questa mattina, ma non tanto perchè mi sentivo triste o abbandonato, ma semplicemente perchè il rumore della città, la frenesia del lavoro, il caos delle persone, mi avevano saturato la mente. Avevo bisogno di immergermi nella natura e perdermi per qualche istante.
Così mi sono messo al pc ed ho cercato “Cascate Emilia-Romagna”, ed è stato in quel momento che ho letto del Dardagna, un torrente che nasce tra i monti Bolognesi del Corno alle Scale, immerso in un bosco a 1700m sul livello del mare, che durante il suo percorso verso valle compie salti anche di 10/15m.

Preparato lo zaino, prendo nota del percorso e della strada da fare.
Partirò subito dopo pranzo verso questa mia piccola fuga dal caos quotidiano !

Sono le 14.30 quando, dopo 1 ora e mezza di auto, arrivo nel parcheggio del Santuario di Madonna dell’Acero. Qua lascerò la macchina e proseguirò a piedi imboccando il percorso 331 che si trova sul fianco sinistro del Santuario.
Il cartello indica che per le cascate ci vorranno circa 45 minuti di camminata, pensavo peggio.

Nonostante siamo a metà Aprile e l’inverno è finito da poco, il cielo è limpido e la temperatura è più che gradevole, si aggirerà intorno ai 12°C, con un leggero venticello che scende dai pendii che mi circondano.Durante il percorso costeggio il bosco e gli unici rumori che sento ora, sono quello del vento che muove il fogliame e il leggero scorrere del fiume poco sotto di me.

Percorro il 331 ancora per qualche minuto, fino ad arrivare ad una biforcazione da una parte il 331 continua e dall’altra il 333 …. non mi ricordo quale dei due devo prendere !
Ma per mia fortuna un piccolo cartello mi svela la soluzione, devo proseguire per il 333 per ancora una ventina di minuti.

Prima però, una sosta e qualche fotografia al Dardagna:

Riprendo a camminare  e seguo quindi il percorso segnalato, stando attento a non perdermi, in questa zona il telefono non prende ed essendo da solo (nel vero senso della parola…oltre a me non ho incrociato nessuno), vorrei evitare di perdermi !

Passano ancora 10/15 minuti e finalmente comincio a sentire un rumore più forte, uno scrosciare incessante d’acqua …. Finalmente sono arrivato !!
Lo spettacolo che si palesa davanti ai miei occhi è unico, mai visto prima.

Un salto d’acqua di una decina di metri, proprio lì, a pochi passi da me.

Poso lo zaino e comincio a fare un giro per capire meglio da dove riprendere tale scena, immaginandomi già il risultato finale … un bel bianco e nero con l’effetto seta sull’acqua.
Prendo treppiede e reflex, monto il filtro ND e comincio con varie composizioni e tempi.

La prima è un classico, avrei preferito degli alberi un pochino più rigogliosi, ma è ancora presto…

[In questo caso ho optato sia per il bianco e nero, sia quella a colori, in quanto la luce in quel momento era quasi perfetta]

Successivamente volendo rendere l’idea di quanto fosse alto quel salto, decido di inserire una figura umana all’interno del fotogramma…solo che essendo l’unica figura umana in tutto il bosco:

Eccomi lì … nel mezzo della natura a prendere palate d’acqua in faccia .

Sì perchè per entrare nel fotogramma e per rendere bene l’idea, dovevo essere il più vicino possibile alla cascata e nonostante fossi ancora a qualche metro di distanza, l’acqua vaporizzata e trasportata dal vento era davvero tantissima.

Dopo una foto del genere ed essermi bagnato ovunque potevo stare fermo e tornare a casa ? Nemmeno per sogno, anzi, decido di voler scattare proprio da quella posizione, lavando così la reflex.

In realtà non è il risultato di un unico scatto ma ben si di due: una foto per il paesaggio ed una foto per l’effetto seta. Tutto ciò perchè usando un filtro ed allungando i tempi, le goccioline d’acqua finite sopra al vetro hanno rovinato completamente la foto.

Unendo poi i due scatti sono riuscito a salvare sia l’effetto sull’acqua che il paesaggio.

Potrei perdere un’intera giornata a scattare foto, ma purtroppo il tempo vola ed il cielo comincia ad annuvolarsi pesantemente, data la strada che devo fare per tornare alla macchina decido che per oggi può bastare così e raccogliendo il tutto, torno sui miei passi.

Il posto merita davvero tanto, ci tornerò quando gli alberi saranno in fiore, sperando che la bella stagione non prosciughi troppo le cascate.

PS: La giornata sarebbe stata davvero perfetta …. se non fosse che nel rientro a casa ho rotto il vetro del telefono ….. con 6 giorni di vita !!

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